Media corner
2 May 2008
Agrisole (Il Sole 24ORE) (agrisole.it)
SETTIMANALE DEL SISTEMA AGROINDUSTRIALE (2-8 Maggio 2008)

POKER DI PROGETTI MEDITERRANEI
I piani per promuovere il partenariato
ora sono pronti a sbarcare nel Mar Nero
ROMA - Maggiori controlli nei porti contro la pesca illegale, non riconosciuta e non dishiarata; il sostegno ad una raccomandazione Iccat - la Commissione per la conservazione del tonno - che chiede il completo divieto di cattura del pesce spada nel periodo dal 15 Ottobre al 15 novembre 2008; l'ingresso del Montenegro come nuovo paese aderente e la prima visita nei locali della nuova sede, visto che nei prossimi mesi dovrebbe concretizzarsi il trasloco dalla FAO agli uffici messi a disposizione dal Governo italiano. Sono stati questi alcuni, fra i più importtanti punti, discussi nella recente riunione plenaria della Gfcm, la Commissione generale della pesca del Mediterraneo.
La Commissione, istituita nel 1949 con un accordo internazionale stipulato in virtù dell'articolo XIV della costituzione della FAO, ha come area di competenza il Mediterraneo ed il Mar Nero. Le principali funzioni sono la promozione dello sviluppo, della conservazione e della gestione delle risorse biologiche marine; la formulazione e raccomandazione di misure di conservazione nonché la promozione di progetti cooperativi di formazione.
I Paesi aderenti, oltre al neo entrato Montenegro, sono: Unione Europea, Albania, Algeria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Giappone, Grecia, Israele, Italia, Libano, Libia, Malta, Marocco, Monaco, Romania, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia, Turchia.
«Pesca nel Mediterraneo - spiega il responsabile del segretariato del Cgpm, Alain Bonzon - significa tutta una seria di progetti che coprono l'intera area del mare nostrum e, in un futuro molto vicino, anche il Mar Nero».
Nella logica del Mediterraneo i progetti Fao vedono il ruolo decisamente attivo, nel finanziamento, da parte dell'Unione europea, ma - come è stato evidenziato durante la Sessione Plenaria della Gfcm - anche l'insostituibile partnership delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) che continua a credere nella maggior parte degli obiettivi perseguiti nelle nostre acque. Innanzitutto AdriaMed, il progetto che vede inserita tutta l'area dell'Adriatico e che ha appena avuto l'estensione fino a febbraio del 2009. C'è poi EastMed che coinvolge il Mar Ionio dove, oltre all'Italia, sono anche rappresentati la Grecia, la Turchia e l'Unione europea. «Un programma - spiega il ricercatore italiano Fabio Massa - che, dopo una fase di individuazione e formulazione di carattere generale ora continuerà per i prossimi cinque anni».
Si arriva così al canale di Sicilia interessato da MedSudMed dove sono attivi anche Tunisia, Libia e Malta. Il programma ha come termine il 2008 «ma già oggi - aggiunge Massa - si sta pensando ad una fase che vada oltre quella data».
Ha poi appena ricevuto il via libera operativo CopeMed II che riguarda la Spagna - Paese che ha finanziato parte del progetto assieme all'Unione europea - della Tunisia, della Libia, di Malta e della Francia. Tutti i programmi hanno un loro comune denominatore: sono, infatti, essenzialmente volti a promuovere la cooperazione tecnico-scientifica tra le nazioni costiere nell'ambito della ricerca scientifica applicata alla gestione della pesca. I progetti perseguono cioè un'approccio multidisciplinare che considera tutte le componenti del sistema pesca: biologica, ecologica, sociale ed economica. Ciò è destinato a finalizzare un ulteriore miglioramento delle conocenze scientifiche disponibili per la formulazione di opzioni e misure gestionali.
Nel Mediterraneo si sta, quindi, concretizzando un graduale processo di standardizzazione della raccolta ed analisi dei dati inerenti l'attività di pesca, gli stocks ed il loro ambiente; fattori essenziali per conocere la gestione razionale e scientificamente valida in particolare dei cosidetti stock condivisi. «Per il Mar Nero - dice Matthew Camilleri funzionario maltese in forza al Cgpm - la Commissione sta, infine, lavorando a un ambizioso progetto che si svilupperà coinvolgendo, a tutti i livelli, i paesi che si affacciano su quelle acque, quindi Romania e Bulgaria». Progetto Mar Nero che significa anche un preciso messaggio di collaborazione a Russia e agli altri Paesi rivieraschi come Georgia e Ucraina.
Antonio Rodà

I MARI DEL SUD EUROPA DIVISI IN 30 AREE
ROMA - Il Mediterraneo e il Mar Nero suddivisi in 30 sottoaree per capire e governare il sistema pesca. È questa la proposta presentata alla Sessione plenaria di Roma della Cgpm la Commissione generale della pesca del Mediterraneo, da Corrdao Piccinetti, coordinatore del comitato scientifico, per cercare di arrivare a definire statistiche attendibili nonchè modelli di comportamento precisi e adottabili nella realtà.
«Finalmente - ha spiegato Piccinetti - siamo riusciti a focalizzare al meglio e a illustrare, per la prima volta, l'idea alla quale stavamo lavorando da qualche anno. Il tutto si basa sugli attrezzi di pesca utilizzati in una determinata area, generalmente attorno ad un'ottantina di chilometri di costa. La specie catturata non è più al centro delle attenzioni anche se, chiaramente, rimane uno dei fattori. La definizione adottata per specificare la metodologia si basa su un gruppo di barche con potenza simile fra loro, che praticano la stessa pesca verso le stesse specie o gruppi di specie. Ciò consente di introdurre e valutare nell'analisi quella serie di aspetti economico-sociali ed ecologici, fondamentali per avere un approccio concreto al settore. Tutto quindi risulta, inoltre, collegato e organico ai Piani di gestione varati da Bruxelles».
Resta ora da valutare il tipo di reazione che hanno suscitato nei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo (Algeria, Marocco, Tunisia, Libia e Turchia) il nuovo approccio avviato dalla Cgpm. «Sicuramente il divario fra le nazioni Ue e i paesi estra-Ue è uno degli scogli maggiori - ha aggiunto Piccinetti -. Diciamo che abbiamo iniziato a confrontarci e ciò è stato valutato molto bene dalle realtà rivieristiche del sud Mediterraneo». Resta però evidente che ci sono differenti modi di guardare alle acque condivise e alle risorse ittiche. «Non possiamo nascondere - ha concluso il docente dell'Univeristà di Bologna - che esitono due visioni differenti della pesca nel mare nostrum: da una parte la Ue che intende arrivare ad un minor sforzo, dall'altra i Paesi emergenti che hanno manifestato l'intenzione di migliorare la loro flotta anche dal punto di vista della potenza e della capacità di catture. Soprattutto per questa ragione c'è bisogno di un ruolo ancor più importante per la Cgpm che è la sede dove le diverse idee possono confrontarsi senza che le decisioni vengano calate dall'alto, bensì, perseguendo la condivisione, il dibattito e il rispetto per i differenti punti di vista. A Roma, nelle scorse settimane abbiamo, ulteriormente, avuto la riprova che è solo questa la strada percorribile ».
Antonio Rodà


20 March 2008
European Bureau for Conservation & Development (EBCD)
FISHERIES NEWSLETTER (February - March 2008)

THE THIRTY-SECOND FIRST SESSION OF THE GENERAL FISHERIES COMMISSION FOR THE MEDITERRANEAN (GFCM) WAS ATTENDED BY 23 CONTRACTING PARTIES
The Commission reviewed the intersessional activities of its Scientific Advisory Committee, its Committee on Aquaculture and hold the second session of its Compliance Committee. The GFCM adopted a binding Recommendation on a Regional Scheme on Port States Measures to Combat IUU Fishing and endorsed an ICCAT Recommendation on a Fishing Period for the Swordfish Fisheries. It also adopted a Resolution on reporting on management measures.
The GFCM agreed on a set of amendments to its Rules of procedure and established three new Working Groups, on Recreational Fisheries, on Gear Selectivity and on Monitoring, control and surveillance, especially Vessel Monitoring Systems as well as a Regional record of fishing vessels. It formalized its cooperation with three partner Organizations through Memoranda of Understanding. The Commission decided to use Arabic as a working language for its sessions and to undertake a performance review in 2009.
GFCM adopted its 2008 budget and programme of work. It acknowledged the importance of the network of cooperative regional research projects in support of the work of its Committees and confirmed the extension of this network in the Black Sea.
The full report will soon be available here: www.gfcm.org.


15 March 2008
ItaliaOggi (IO online)
QUOTIDANO ECONOMICO, GIURIDICO E POLITICO (Marzo 2008)

STRETTA AI CONTROLLI SULLO STATO DI APPRODO
La Commissione generale per la pesca nel mediterraneo (Cgpm) ha approvato una serie di misure per i controlli più severi da parte dello «stato di approdo» per contrastare la pesca illegale, non regolamentata e non dichiarata.
Secondo il progetto, i paesi membri della commissione dovranno designare i porti dove le imbarcazioni straniere che vogliono scaricare, trasbordare e lavorare il pesce, o fare rifornimento, dovranno eseguiere le regolari procedure d'approdo, anticipandone la richiesta e fornendo informazioni esaustive sulle loro attività e sul loro carico.
I privilegi di attracco saranno negati ai pescherecci sprovvisti di bandiera di uno dei paesi CGPM e a ogni imbarcazione implicata in attività di pesca illegale. Verranno respinti anche i natanti inseriti nelle "liste nere" delle organizzazioni regionali di pesca. Inoltre il 15% delle imbarcazioni straniere approdate sarà sottoposto a ispezione, in conformità con le procedure stabilite dalla commissione.
La scoperta di attività illegali comporterà la perdita del diritto di accesso al porto, l'inserimento nella lista nera della commissione e una segnalazione al paese d'origine dell'imbarcazione.
«Si tratta di uno dei più avanzati progetti di controllo attualmente in funzione», ha affermato Alain Bonzon, segreatrio Cgpg, «uno strumento moderno che prende in considerazione il lavoro fatto dalla FAO in materia di controllo contro la pesca illegale».
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Lorenzo Roida


20 January 2008
ItaliaOggi (IO online)
QUOTIDANO ECONOMICO, GIURIDICO E POLITICO (Gennaio 2008)

PESCARE SI FA DIFFICILE, E IL PREZZO SALE
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Fabrizio De Pascale


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